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“Da chi è stata ‘consigliata’ la fornitura di antivirus russi usata nella nostra pubblica amministrazione italiana? Quali sono stati i criteri di selezione? Con l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin irrompe la questione della sicurezza informatica, uno degli strumenti attraverso cui si combattono le guerre oggi, come aveva fa segnalato il Copasir”.  E’ quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia che ha depositato un’interrogazione al presidente del Consiglio Mario Draghi, al ministro dell’Innovazione Tecnologica Vittorio Colao.

“Non sorprende quindi – ha aggiunto- che i servizi di sicurezza nazionale chiedano l’eliminazione di Kaspersky, l’ antivirus russo in uso in oltre 2700 uffici della pa, tra ministeri, Comuni e Polizia. Quanto verrà a costare lo smantellamento? E perché è stato scelto questo antivirus? Oggi il pericolo potrebbe arrivare dall’Est,  resta però la criticità di mettere in mano i nostri dati ad aziende straniere, che siano russe, americane o cinesi”.  
“Il governo, utilizzando i fondi del Pnrr, sviluppi – ha concluso Rampelli- una propria infrastruttura tecnologica di sicurezza informatica che consenta alla nostra pubblica amministrazione di  non affidarsi ad aziende straniere”.

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