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«Da Agrigento facciamo una domanda al ministro delle Infrastrutture Delrio che, l’altro ieri, ha fatto una conferenza stampa con il candidato alla presidenza della Regione Siciliana del Pd spiegando che il Governo ha deciso di stanziare 5 miliardi di euro per le infrastrutture in Sicilia. Qui siamo davanti al viadotto Petrusa, abbattuto mesi fa durante i lavori di rifacimento della strada statale che passa qui sotto e mai ricostruito. Ad oggi non ci sono neanche i progetti per la ricostruzione eppure i disagi arrecati ai cittadini sono tantissimi: ora per raggiungere l’ospedale di Agrigento bisogna percorrere più di 20 chilometri. Chiedo a Delrio: invece di fare le conferenze stampa per la campagna elettorale a Micari con i soldi dei cittadini italiani, non può chiedere all’Anas di ricostruire questo viadotto e dare la possibilità alle famiglie di questo territorio di riavere una vita normale? È un po’ ridicolo che il Pd, che è al governo dell’Italia dal 2011, si ricordi a due settimane dal voto di stanziare 5 miliardi di euro per le infrastrutture in Sicilia. Ed è anche un po’ schifoso, visto che i 5 miliardi che il Governo presenta con accanto il candidato presidente del Pd sono soldi di tutti gli italiani. FdI presenterà su questo un’interrogazione».

Lo ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in una diretta Facebook da Agrigento dove ha partecipato, insieme al candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Siciliana Nello Musumeci, ad un flash mob organizzato da FdI per la ricostruzione del viadotto Petrusa.

«In questo mio girare in lungo e in largo per l’Isola per la campagna elettorale – ha aggiunto Nello Musumeci -, mi sono reso conto di una realtà assolutamente disarmante. Non potete immaginare quante strade statali siano inaccessibili soprattutto nell’Agrigentino, nel Nisseno e nell’Ennese. C’è una realtà che non regge il confronto neanche con la campagna. E allora l’Anas cosa vuole fare con la grande viabilità? Pensa di utilizzare due pesi e due misure in un’Isola che ha grandi problemi di accessibilità, soprattutto nelle aree interne? Ci aspettiamo una risposta convincente e, qualora non lo fosse, apriremo un contenzioso serio. L’ho detto e lo ripeto: il futuro governo della Regione Siciliana non vuole andare a Roma con complessi di superiorità, arroganza o rivendicazionismo sterile, ma neanche con complessi di inferiorità. Col piattino in mano non ci va».

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